Quando parliamo di assistenza agli anziani, la nostra attenzione si concentra quasi sempre sul momento in cui una persona non riesce più a provvedere autonomamente a sé stessa.
Ci chiediamo chi dovrà assisterla, quali servizi saranno necessari, se la famiglia riuscirà a occuparsene oppure se sarà indispensabile ricorrere a una struttura residenziale.
Sono domande importanti. Ma credo che ne esista una precedente, alla quale dedichiamo ancora troppo poca attenzione:
Che cosa possiamo fare oggi perché una persona anziana possa conservare la propria autonomia il più a lungo possibile?
È da questa domanda che, a mio avviso, dovrebbe cominciare una riflessione seria sul significato del prendersi cura.
L'autonomia non coincide soltanto con l'autosufficienza
Una persona può avere bisogno di aiuto per alcune attività quotidiane e continuare, nello stesso tempo, a essere capace di scegliere, decidere e partecipare alla propria vita.
È una distinzione fondamentale.
Troppo spesso tendiamo a considerare l'autonomia come una condizione assoluta: o si è autosufficienti oppure non lo si è.
La realtà, invece, è molto più articolata.
Esistono persone anziane che riescono ancora a gestire gran parte della propria quotidianità, ma incontrano difficoltà negli spostamenti, nella cura della casa, nell'accesso ai servizi o in alcune attività fisiche.
In queste situazioni, un sostegno appropriato può fare una differenza enorme.
Non perché elimini necessariamente ogni difficoltà, ma perché permette alla persona di continuare a esercitare le proprie capacità, conservare abitudini significative e mantenere un rapporto attivo con il mondo che la circonda.
Aiutare una persona non dovrebbe significare sostituirsi a lei in tutto ciò che può ancora fare.
Dovrebbe significare, prima di tutto, metterla nelle condizioni di continuare a farlo.




